Bollicine e Chill Out 

Capita spesso che la stampa di settore dedichi articoli all’abbinamento cibo e vino. Nei secoli la viticoltura si è intersecata con la socialità e il nostro modo di guardare alla tavola ed ogni cucina regionale ha trovato, nei rispettivi vini territoriali, degli alleati perfetti. 

Il tema rimane capillare ed è fondamentale portare avanti questo tipo di dialettica che celebra e preserva la ricchezza dell’ enogastronomia italiana.

Noi vi vogliamo parlare di un’altro tipo di abbinamento, decisamente meno canonico ma sicuramente più personale: bollicine e musica Chill Out. 

Troppo spesso il vino ci spaventa perché non sappiamo come descriverlo e raccontare cosa stiamo provando mentre lo assaggiamo può metterci in situazioni di imbarazzo. 

É qui che la musica entra in gioco, regala le parole che ci mancano. 

Tantissimi studi dimostrano infatti come la musica di sottofondo e la percezione di un vino siano strettamente correlati e fra tutti citiamo le ricerche condotte da Adrian C. North pubblicate dal British Journal of Psychology. Questo ovviamente non significa che basta il sottofondo musicale giusto per far passare un vino di bassissima qualità come eccellente. Dalle ricerche appare invece lampante come creare abbinamenti di qualità tra vino e musica possa aiutare a comprendere le potenzialità di un vino anche a chi fatica con i tecnicismi del settore. 

Che correlazione possiamo quindi trovare tra vino e musica e, nello specifico, tra vino spumante e musica chili out?

Con il termine Chill Out, più che di un genere musicale definito parliamo di un cappello a cui fanno capo diversi generi, tra i più famosi si contano Easy Listening, Acid Jazz e New Age. 

Con forti derivazioni dalla musica Ambient, il Chill Out vede le sue origini a Londra nella metà degli anni Ottanta come musica per le chill-out rooms frequentate dopo i party. Dopo alcuni anni, il genere fu ripreso con estremo successo da alcuni iconici bar di Ibiza, che crearono un fenomeno culturale integrando Ambient e Jazz. 

Gli spumanti, in generale, sono vini complessi nella loro struttura ma che devono puntare ad una piacevolezza “immediata”, un impatto fresco, agrumato o floreale che invogli al secondo sorso. Proprio come questo genere musicale: un insieme di strumenti e melodie antiche e moderne che sebbene intricato ha lo scopo di toccare in maniera diretta le corde delle nostre sensazioni. 

Le bollicine del vino rendono il palato croccante, frizzante, regalandoci la stessa pelle d’oca di un armonia con dei bassi ritmati in sottofondo. Infine, l’occasione d’uso li vede complici perfetti. Uno spumante è ideale in aperitivo, durante un leggero pranzo estivo oppure per iniziare una cena importante. La musica Chill Out si posiziona benissimo in tutti questi contesti.

Ecco quindi  il nostro abbinamento. 

Per stupire i tuoi ospiti, opta per uno spumante metodo classico italiano affinato in bottiglia sui suoi lieviti. 

Ora passiamo alla musica. 

Se hai un’anima nostalgica, “Reach Out” è un album del 1967 di Burt Bacharach assolutamente da conoscere, mentre le greatest hits di Shirley Bassey rimangono un classico senza tempo. 

Se vuoi creare un ambiente più frizzante, proprio come le bollicine che si inseguono nel tuo calice, non puoi non ascoltare le playlists di Buddha Bar e Cafè del Mar, compilation prodotte dagli omonimi bar  che vantano la collaborazione di tantissimi artisti e Dj, tra cui Bonobo e Aphex Twin. Altro sottofondo che funziona benissimo è lo stile britannico di Tom Misch che nel 2018 debutta con il suo album Geography, quasi interamente auto prodotto. 

Bollicine e Chill Out, un abbinamento da provare. 

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